Il sonno conta! Ruolo e impatto del sonno nella gestione multimodale della sclerosi multipla

La sclerosi multipla (SM) è una malattia neurologica cronica caratterizzata da aspetti infiammatori e neurodegenerativi e da una complessa interazione tra fattori genetici ed ambientali.

Nel mondo ci sono più di 2,2 milioni di persone con SM, con una prevalenza di circa 30 casi ogni 100.000 abitanti ed un tasso in continuo aumento nell’ultimo decennio. Il disturbo colpisce anche l’età pediatrica. Circa il 3-5% dei pazienti ha meno di 18 anni all’esordio della malattia. Il 15-45% dei bambini con un evento demielinizzante iniziale viene infine diagnosticato con SM, chiamata anche SM ad esordio pediatrico (POMS).

D’altra parte, è ben nota l’importanza del sonno e dei ritmi circadiani nell’omeostasi corporea e per preservare le difese immunitarie ed il funzionamento del sistema infiammatorio. Inoltre, diversi ormoni e peptidi coinvolti nei meccanismi regolatori biologici del sonno sono anche implicati nei processi infiammatori e neurodegenerativi (tra cui la SM).

Negli ultimi anni, la ricerca sulla farmacoterapia e gli approcci non farmacologici alla SM è notevolmente aumentata.

In quest’ottica e considerando il ruolo fondamentale del sonno per la salute, una review pubblicata recentemente sulla rivista Journal of Neurology ha aggiornato lo stato dell’arte sui reciproci effetti tra trattamenti per la SM e sonno. In particolar ha valutato il ruolo del sonno e della sua gestione all’interno delle prospettive terapeutiche attuali e future per i pazienti affetti da questo disturbo.

Le terapie disease modifying di prima linea – soprattutto l’interferone-beta – sembrano avere un impatto negativo sul sonno (valutato sia soggettivamente che oggettivamente). Mentre le terapie di seconda linea (in particolare il natalizumab) non sembrano determinare l’insorgenza di sonnolenza diurna (anche valutata oggettivamente). In alcuni casi, è stato osservato anche un miglioramento della qualità del sonno.

Per quanto concerne la SM pediatrica, la gestione del sonno è un fattore importante nel modificare la progressione di malattia. Tuttavia, le informazioni sono ancora scarse in questo gruppo di pazienti, probabilmente poiché solo il fingolimod è stato recentemente approvato nei bambini.

Inoltre, un dato molto interessante riguarda i dati preliminari sull’effetto benefico di melatonina, cronoterapia, terapia cognitivo-comportamentale e tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva nella gestione della SM.

Di conseguenza, queste terapie potrebbero essere valutate come terapie adiuvanti, rappresentando così un promettente campo di ricerca, al fine di migliorare la risposta terapeutica ai farmaci approvati e la qualità di vita dei pazienti.

Maria Paola Mogavero, commissione Divulgazione AIMS

Riferimento bibliografico:

Mogavero, M. P., Lanza, G., Bruni, O., DelRosso, L. M., Ferri, R., & Ferini-Strambi, L. (2023). Sleep counts! Role and impact of sleep in the multimodal management of multiple sclerosis. Journal of neurology, 10.1007/s00415-023-11655-9. Advance online publication. https://doi.org/10.1007/s00415-023-11655-9

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