L’attività onirica durante e dopo il lockdown per COVID-19 in Italia: Uno studio longitudinale

21 Apr 2022 PUBBLICAZIONI

The Oneiric Activity during and after the COVID-19 Total Lockdown in Italy: A Longitudinal Study

Una crescente letteratura racconta come la pandemia da COVID-19 abbia fortemente influenzato non solo il nostro sonno, ma anche l’attività onirica. Nello specifico, in direzione di un incremento della frequenza, dell’intensità emotiva e di contenuti negativi dei nostri sogni. Allo stesso tempo, i cambiamenti dell’attività onirica in diverse fasi della pandemia sono state relativamente poco indagate.

Nello studio recentemente pubblicato su International Journal of Environmental Research and Public Health, abbiamo indagato in maniera esaustiva l’attività onirica durante e dopo il lockdown.

In un gruppo di 108 partecipanti nel corso della pandemia in Italia è stato confrontato il lockdown totale con un periodo post-lockdown (ridotte misure restrittive). Abbiamo inoltre preso in considerazione i possibili cambiamenti nella qualità del sonno, nelle abitudini quotidiane e nei livelli di ansia e depressione.

I risultati indicano come il periodo caratterizzato da ridotte misure restrittive era caratterizzato da una riduzione dei sogni. Nello specifico la riduzione riguardava: frequenza, intensità emotiva, vividezza, bizzarria e lunghezza . Inoltre, è presente anche una riduzione della frequenza di sogni lucidi.

Inoltre, la frequenza di specifici contenuti onirici legati alla condizione di isolamento si riduceva nel periodo post-lockdown.

Allo stesso tempo, il tono emotivo dei sogni rimaneva sostanzialmente invariato, mostrando una maggior frequenza di emozioni negative nei sogni in entrambi i periodi indagati. Inoltre, l’elevata frequenza di ansia, depressione e scarsa qualità del sonno osservata durante il lockdown rimaneva stabile nel periodo post-lockdown. Diversamente, era possibile osservare una riduzione della latenza del sonno, di comportamenti notturni tipici del disturbo da stress post-traumatico e del tempo trascorso usando media digitali.

Nel complesso I risultati indicano che una serie di peculiarità dell’attività onirica durante e dopo il lockdown possono essere legate al periodo di isolamento. Questo è dovuto al fatto che la riduzione delle misure restrittive comporta una diminuzione della frequenza, dell’intensità e di specifici contenuti dell’attività onirica. Questo potrebbe essere legato al possibile ruolo dei cambiamenti nei livelli stress post-traumatico, del pattern di sonno e delle abitudini quotidiane. Tale risultato può essere interpretato all’interno della cornice teorica dell’ipotesi di continuità. Questa teoria postula l’esistenza di un continuum tra le esperienze ed i processi mentali ed emotivi diurni e l’attività onirica. Inoltre, la contemporanea riduzione di sintomi notturni da stress post-traumatico (indice di un migliore pattern di sonno) e della frequenza ed intensità dei sogni è in linea con l’ipotesi che un elevato livello di arousal durante il sonno faciliti il ricordo dei sogni.

Maurizio Gorgoni, membro AIMS

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